Portale degli istituti : Liceo Scientifico di Tricarico  | Liceo Scientifico di Irsina  | ITC Grassano
   Email dell'Istituto: mtis00400t@istruzione.it | email preside Email del preside: informazioni@iiscarlolevi.it
Documento senza titolo
Dove siamo
 Cerca





 Mailing list
nome
email
scegli la mailing list
 IIS Carlo Levi

 
Istituto di Istruzione Superiore
CARLO LEVI
Documento senza titolo

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE MTIS00400T -TRICARICO

CARTA DEI SERVIZI

La Carta dei Servizi ha come fonte di ispirazione fondamentale e irrinunciabile gli artt. 3, 33, 34 della Costituzione, la Legge n. 59/97, la Legge n. 104/92 e il D.P.R. n. 249/98, D.P.R. 275/99.


scarica il documento in formato pdf

1.1 Uguaglianza

Non è ammessa alcuna discriminazione nell'erogazione del nostro servizio scolastico per motivi di differenza di sesso, di razza, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni e credi politici, di condizioni psico – fisiche e socio – economiche.
La eventuale presenza di situazioni socio – economiche, ostative della frequenza e del rendimento scolastico degli studenti del nostro Istituto, impegna il Consiglio, il Collegio dei Docenti, la Comunità studentesca ad un'efficace azione di solidarietà.
Particolari condizioni psico-fisiche degli studenti devono suscitare solidarietà nella comunità, sussidiarietà intenzionale e attenzione pedagogico-didattica da parte dei docenti. Tutti gli operatori, di qualunque grado e competenza e tutti gli studenti sono impegnati a garantire a "questi allievi" il benessere fisico e spirituale e aiutarli nell’integrazione socio-culturale.

2 – Imparzialità e regolarità

2.1 Tutti i soggetti, responsabili e erogatori del servizio scolastico, nell'ambito delle rispettive competenze agiscono secondo i principi di giustizia, di obiettività, di trasparenza e di rispetto della dignità della persona, che rimane al centro del processo educativo.

2.2 L'Istituto, nell'interesse educativo di tutte le sue componenti e con l'impegno degli operatori e dei responsabili delle istituzioni territoriali e sovracomunali, garantisce la regolarità e la continuità del servizio e delle attività educative senza disconoscere i diritti sindacali degli operatori scolastici, nel rispetto della democrazia dei diritti e dei doveri di tutti e del protocollo d'intesa sottoscritto dai sindacati anche a livello locale.
L'Istituto si impegna nel rispetto della istituzione come luogo di istruzione, di formazione e di educazione, a rimuovere, soprattutto attraverso l'esercizio del dialogo e poi delle norme anche interne, le occasioni e le situazioni che possano impedire o limitare alle stesse componenti il diritto allo studio, alla regolarità e alla continuità del servizio e della docenza e delle attività educativo-didattiche programmate nel POF. Per questi motivi e finalità, l’Istituto non è luogo di occupazione e di autogestioni ricorrenti e stagionali.

3 – ACCOGLIENZA
3.1 L'Istituto, con progetto mirato, attua iniziative per favorire l'accoglienza, l'integrazione e l'inserimento ottimale nella vita scolastica di tutti gli studenti, riservando particolare cura umana e attenzione pedagogica agli alunni delle classi iniziali e del biennio. Adeguata informazione, attenzione e premura rivolge e assicura ai genitori, coinvolti nella corresponsabile progettazione ed attuazione delle linee "costruttive e costitutive" del Piano coinvolgendoli in un aggiornamento mirato.
Per le situazioni di handicap, organizza ed attua una programmazione integrata, chiamando alla solidarietà anche gli studenti più disponibili e sensibili.
3.2 Nello svolgimento delle attività, l'Istituto garantisce che ogni operatore abbia pieno rispetto dei diritti e degli interessi educativi e formativi dello studente che, d'altra parte, deve dare uguale rispetto agli adulti. Ma è attento perché la "centralità dello studente", massimalisticamente concepita, non si trasformi in arroganza dei diritti a detrimento dei doveri e dei diritti degli altri studenti e di tutti gli operatori della comunità. Lo statuto degli studenti e delle studentesse prevede specificati interventi a fronte di determinati comportamenti lesivi della dignità dell’istituzione scolastica e del diritto degli operatori.

4- Diritto di scelta – Controllo della frequenza.

4.1 L'istituto, nella consapevolezza delle dinamiche del mondo del lavoro e delle professioni e nel rispetto delle qualità umane e vocazionali dei singoli, fa orientamento e coopera con le istituzioni all'orientamento e riorientamento degli studenti perché le "naturali qualità" vengano ben indirizzate, per evitare dispersione, abbandoni e scelte emotive e frettolose. Si spera

4.2 L'istituto, inoltre, garantisce ai genitori il controllo sulla regolare frequenza e sull'assolvimento degli impegni di studio, ne dà comunicazione "con ogni mezzo possibile e più rapido" per evitare "disimpegno, disagio, deviazioni e pericolosi scivolamenti verso forme di autoemarginazione sociale. Invita i genitori ad un forte controllo della vita dei propri figli o studenti e ad una continua informazione.

5- Partecipazione, efficienza e trasparenza.

La comunità scolastica dell’Istituto, protagonista della stesura di questa Carta e con il dovere di modificarla ed integrarla per cambiamenti giuridici intervenuti e di adeguarla all'evolversi delle situazioni interne ed esterne, garantisce, nel rispetto delle reciproche competenze e dei diritti e doveri, l'attuazione di essa con una vigile, continua, cosciente e consapevole partecipazione senza prevaricazioni univoche settoriali.
La comunità scolastica s'impegna a favorire la piena realizzazione degli standard generali e specifici del servizio didattico, amministrativo e organizzativo e si offre al giudizio di valutazione interno ed esterno per raggiungere sempre più livelli di qualità.

5.2 L’Istituto, nel suo insieme, in stretta collaborazione con gli altri Enti e associazioni culturali, programma annualmente le proprie attività extrascolastiche per divenire sempre più il punto di riferimento culturale, sociale e civile del proprio bacino d'utenza e mette a disposizione, secondo le direttive delle leggi vigenti e delle decisioni del C.d'I., gli specifici ambienti dell'Istituto e le attrezzature in orario extrascolastico, escludendo i partiti politici e le loro associazioni.
E' scontato, in ogni caso, il ricorso a convenzioni, che tutelino l'Istituto nei danni alle cose, agli ambienti e alle attrezzature da parte dei firmatari delle convenzioni.

5.3 La partecipazione alla vita della comunità scolastica è garantita dalla democrazia degli atti secondo le disposizioni vigenti in materia, che tutelano anche il diritto soggettivo ed oggettivo dei singoli. Inoltre, il Dirigente, il Collegio dei Docenti, il Presidente del C.d'I., il Direttore dei servizi garantiscono la trasparenza prevista degli atti relativi alle proprie funzioni, il rispetto delle procedure di Legge, l'informazione completa e trasparente (L.241/90).
Quanto al circuito delle informazioni, essa ha questi percorsi:
a) lettura di avvisi e di circolari del Dirigente letti nelle classi, sottoscritti dal professore in orario ed esposti nelle bacheche degli studenti e dei docenti e raccolte nella cartella a disposizione del Collegio;
b) lettura di avvisi e di comunicati del Dirigente affidati agli studenti perché riferiscano ai genitori, e sempre, comunque, affissi alla bacheca della componente – genitori;
c) l'affissione, nelle rispettive bacheche delle componenti scolastiche, di CC.MM. dell'Amministrazione Centrale e periferica, delle OO.SS. e delle associazioni, comunque collegate alla vita della Scuola e agli interessi dei docenti, degli studenti e dei genitori e del personale ATA;
d) l'invio ai genitori di lettere e inviti di carattere generale, per il tramite degli studenti, le cui copie verranno affisse all'albo;
e) le convocazioni degli OO.CC., del Comitato genitori e studentesco, con la specifica dell'o.d.g., dell'ora, del giorno e del luogo, vengono consegnate ai componenti, ma sempre affisse nelle rispettive bacheche cinque giorni prima la data delle riunioni. Tutte le bacheche sono sistemate nell'atrio dell'Istituto o nei luoghi di passaggio e perciò, di migliore visibilità;
f) affissione nelle bacheca del C.d'I. delle delibere dell'organo collegiale e delle copie di esse presso la Sezione Staccata di Irsina e la Sede Aggregata dell'I.T.C. di Grassano;
g) affissione nelle bacheca degli studenti degli elenchi dei libri adottati, dei risultati finali, delle convocazioni di assemblee di classe, d'Istituto e del Comitato studentesco;
h) affissione nelle bacheca dei genitori delle convocazioni del comitato genitori e dei genitori.
i) Affissione nella bacheca sindacale delle informazioni di loro pertinenza

Comunque, l'affissione all'Albo è, per molte iniziative di competenza di specifici organismi, già convocazione.

5.4 Il Consiglio d'Istituto assicura, nel rispetto delle esperienze consolidate e dei bisogni dell'utenza, l'organizzazione dei servizi amministrativi coerentemente alle esigenze degli studenti, dei docenti e delle famiglie e stabilisce l'accesso dalle 9.00 alle 12.30; nei periodi di maggior richiesta e traffico di attestati, assicura anche l'apertura pomeridiana secondo un orario concordato.
La normale attività didattica, anche per la specificità del pendolarismo, è fissata solo nelle ore antimeridiane. In stretto raccordo con le decisioni degli OO.CC. e le risorse economiche, sono istituiti corsi per il recupero del debito formativo e per l'approfondimento. Gli OO.CC., in ottemperanza all’art. 21 della Legge 59/97 e al D.P.R. n. 275/99 elaborano il Pof e propongono anche annualmente forme organizzative, attività curriculari ed extra, attività formative per rispondere alle esigenze degli utenti e ai loro bisogni formativi. Il Pof è parte integrante della Carta dell’Istituto e ne rappresenta la parte attuativa.

5.5 Per elevare la qualità della funzione docente e collegarla alle dinamiche della nostra società e ai bisogni culturali degli studenti, l'Istituto, senza prescindere dall'importanza dell'auto-aggiornamento, asseconda, secondo le disponibilità finanziarie e le esigenze dei ritmi di lavoro e dell'articolazione didattica, l'aggiornamento.

6.0- Libertà di insegnamento.

6.1 Gli OO.CC. programmano le attività, ne danno informazione agli studenti e alle famiglie, le sottopongono a verifica programmata per meglio adeguare l'azione didattica alle esigenze degli studenti e del territorio. E' rispettata l'autonomia culturale e professionale dei docenti, intesa nella sua dimensione individuale e collegiale e in armonia con l'obiettivo di concorrere, d'intesa con la comunità scolastica, all'istruzione, all'educazione e alla formazione consapevole e responsabile del singolo studente, visto come soggetto di diritti e di doveri, interessato a conoscere se stesso e il mondo in tutte le sue accezioni, naturalmente proteso a vivere la sua socialità con gli altri di qualunque colore e cultura, teso allo stupore e alla meraviglia della propria attività spirituale, responsabile del suo destino professionale in corrispondenza del suo progetto di vita, della potenzialità della sua vocazione naturale e delle dinamiche del mondo del lavoro e delle professioni.
Gli OO.CC. dissuadono ogni forma di libertà di insegnamento, che confligga con la coscienza libera degli alunni e che miri, con la minaccia di una punitiva valutazione e con l'esercizio di una falsa concezione dell'autorità, al plagio, alle deformazioni culturali, morali e spirituali degli alunni con la tecnica della manipolazione sotterranea o con l’abbindolamento di una falsa e diseducativa comprensione.

PARTE I - AREA DIDATTICA

7.1 Gli OO.CC., con l'apporto costruttivamente consapevole, corresponsabile e collaborativo delle famiglie e degli studenti, rispettosi, però, delle competenze professionali del personale docente, con il concorso fattivo ed operativo delle istituzioni territoriali e della comunità civile del bacino d'utenza, scelgono e realizzano le attività didattiche ed educative, precisano gli obiettivi didattici e organizzativi, le modalità di verifica, i criteri di valutazione e dispongono forme di auto – valutazione per migliorare la qualità del servizio.

7.2 Gli OO.CC., nella sensibilità del loro ruolo istituzionale sul territorio, elaborano, verificano ed esplicano la continuità educativa con l'apporto indispensabile delle altre realtà scolastiche territoriali, puntando sulla riflessione comparata delle programmazioni e delle metodologie didattiche; realizzano accoglienza degli studenti delle prime classi e delle classi successive.
L'Istituto, inoltre, esplica la continuità anche con le Università, dalle quali deve esigere indicatori sui livelli di preparazione globale e particolare da far raggiungere agli studenti, riferiti ai singoli dipartimenti e a discipline specialistiche universitarie per concorrere ad evitare "le morti scolastiche" universitarie. Offre agli studenti materiali informativi e mette a disposizione Internet.

7.3 Gli OO.CC. assicurano le famiglie e gli studenti che la scelta dei libri di testo da parte del Collegio terrà conto delle loro indicazioni, sarà coerente con i suggerimenti ministeriali e si ispirerà alle necessità di equilibrare la validità culturale e pedagogico – didattica con la situazione economica degli stessi. Per questo fine, si impegna a non rinnovare i libri di testo dei rispettivi corsi per due bienni e trienni, a meno di particolari esigenze di natura didattica e a proporre solo i testi necessari ed utili.
Gli OO.CC realizzano l’acquisto di sussidi tecnico-scientifici di varia natura con l'obiettivo di offrire agli studenti mezzi sussidiari utilizzabili, nel loro uso integrativo, al raggiungimento delle finalità programmate, sia cognitive che formative. E’ informata anche la componente studentesca nell’acquisto di strumentazioni e di testi complementari e di ricerca.

7.4 Il Collegio dei docenti, i Consigli di classe attribuiscono alle discipline la stessa valenza educativa e formativa; non è concepibile, pertanto, una loro gerarchizzazione che, semmai, è configurabile per le attitudini dei singoli studenti che vanno rafforzate ed esaltate con una programmazione individualizzata e di gruppo, utilizzando le metodologie opportune.
Perciò, si impegnano, in stretto rapporto collaborativo ed armonico con gli studenti, ad assegnare per il lavoro domestico la quantità di contenuti disciplinari in linea, esclusivamente, ai tempi medi di apprendimento, ai fattori e situazioni di crescita fisica e mentale dell'adolescente, ma anche con l'obiettivo di educarli al dovere, alla fatica, alla rinuncia, al sacrificio, all'abitudine allo studio metodico e programmato, alla personalizzazione critica dei requisiti culturali pre-universitari o professionali.
L'obiettivo, a fronte di una società del lavoro sempre più parcellizzata e mutevole e per una università esigente e, perciò, fortemente selettiva, è di offrire a ciascuno uguali occasioni e possibilità di acquisire generali fondamenti culturali e metodologici dibase.
Il Collegio ritiene che il carico, non ben distribuito delle materie nell'arco della settimana scolastica, può determinare noia, nausea, stanchezza e rifiuto, tutte pre-condizioni al difficoltoso apprendimento e causa di smarrimento e scoraggiamento.

7.5 Nel rapporto con gli allievi del biennio e del triennio, secondo l'età e la maturazione psicologica e culturale, la Dirigenza, d'intesa con gli OO.CC. e le figure istituite, instaura rapporti "empatici, interessati e comprensivi", rispettosi della personalità dei singoli, improntati ad autorevolezza e all'impegno intenzionale di utilizzare ogni momento della vita scolastica per indirizzare, sollecitare e realizzare crescita comportamentale consapevole e di senso sul piano culturale e della significanza valoriale.
D'altra parte, la Dirigenza, con gli OO.CC., non accetta atteggiamenti diseducativi, di supponenza, di intolleranza e di insubordinazione gratuita. Perdona, ma non sminuisce ogni reiterato atteggiamento contro le finalità dell'istituzione scolastica, che sarà perseguito secondo le vigenti norme disciplinari, indicate nel Regolamento interno e dallo Statuto degli studenti. L'educazione nei rapporti e il rispetto delle gerarchie interne devono essere una strada educativa per un'autentica crescita valoriale dei singoli. C’è necessità del recupero del rispetto reciproco: dare e ricevere rispetto.

7.6 Piano educativo e programmazione.

L'Istituto garantisce l'elaborazione concertata, l'adozione democratica e la diffusione dei seguenti documenti, che sono affissi all’albo dell’Istituto:

a) la Carta dei Servizi;
b) il Regolamento interno;
c) il POF costruito secondo le indicazioni generali del D.P.R. n. 275/99 e in coerenza con la carta dei servizi;
d) contratto formativo;
e) lo statuto degli studenti e delle studentesse
f) l’organizzazione e gestione dei servizi amministrativi.

7.7 Profilo finale degli studenti.

L'Istituto vuole conferire allo studente, al termine del ciclo degli studi, una maturazione culturale e civica coerente con i suoi bisogni, esigenze e doti naturali.
La maturazione, oltre che sugli aspetti tipicamente cognitivi, da interiorizzare in maniera critica, personalizzata e metodicamente sistematizzata, deve nutrirsi dei valori della nostra Carta Costituzionale e delle dichiarazioni dei vari organi europei ed internazionali. Da qui l'importanza dell'Educazione Civica.
La formazione, impostata su una concezione autenticamente personalistica e laica mira, soprattutto, a preparare l'adolescente a non considerare se stesso come "un essere vivente qualsiasi", ma come "uomo" libero nella totalità e integralità delle sue dimensioni soggettive ed oggettive in rapporto con gli altri, senza escludere personali forme di trascendenza.

a) Dimensione etica e civile:

- è disponibile al confronto critico fra modelli di vita e finalità esistenziali, fra opinioni razionalmente costruite e fra contesti culturali diversi;
- sa reagire con criterio al nuovo valutandolo non in base al generico giudizio "positivo o negativo", ma del bene e del male, del vero o del falso, del giusto e dell'ingiusto per l'uomo e la Comunità;
- sa valorizzare gli apporti culturali della tradizione italiana, cogliendoli nella loro dinamica evoluzione storica e sottoponendoli a giudizio personale correttamente costruito;
- sa accettare, rispettare nella solidarietà il retroterra culturale del diverso, qualunque sia il valore della diversità accettando il confronto sereno per rafforzare la sua identità;
- sa mettere in atto processi di valutazione e di autovalutazione aprendosi al confronto costruttivo e sincero con gli altri;
- sa assumere responsabilità personali per partecipare alla costruzione di modelli culturali rispondenti ai nuovi processi sociali, senza rinunciare alle proprie convinzioni, se mai irrobustendole attraverso il confronto critico;
- sa interagire, sempre con rispetto e moderazione, nelle discussioni libere o guidate;
- sa cogliere il valore della giustizia, della pace, dell'ambiente, della salute personale e altrui, della valenza spirituale del proprio corpo e della propria mente per "saper vivere in pace con sè e con gli altri;
- sa essere giusto, corretto, puntuale e preciso, aperto al rispetto delle differenze e all'utilizzo umile e solidale della sua preparazione;
- affrontare il futuro con serenità, impegno e giocosità della vita nella riconquista silenziosa ed umile della propria interiorità, come immagine di se stesso;
- sa assumere responsabilità di organizzazione e gestione e sa portare a termine i suoi impegni.

b) Dimensione culturale

- vivente ed umana in una dimensione pluri – disciplinare e per aree disciplinari, pervenendoall’abilità di utilizzare le conoscenze acquisite nei vari momenti e settori della vita;
- sa utilizzare, con pertinenza scientifica, lessico e strutture appartenenti alle diverse discipline;
- sa osservare e valutare con criteri di logica conseguenzialità manifestazioni spirituali dell'uomo, proposte di interpretazione del mondo, di fenomeni fisici, simbolizzazioni matematiche, codici giuridici e linguistici stranieri, tutticalati nel contesto storico;
- sa essere flessibile, capace di adattarsi a risolvere situazioni nuove e sa usare le pertinenti metodologie di studio apprese e sperimentate per l'autoapprendimento;
- sa usare tecniche di comunicazioni diverse, adeguate al contesto, all'interlocutore e alle situazioni;
- sa lavorare in maniera autonoma e in équipe e sa registrare e organizzare dati e informazioni utilizzando anche strumenti informatici;
- sa valutare il proprio progetto di vita e professionale in relazione alla sua vocazione, alle sue aspirazioni, alle sue attitudini e alle esigenze delle dinamiche del lavoro e dello sviluppo delle professioni;
- sa assicurarsi standard minimi, medi ed elevati di conoscenze e di competenze, comunque personalizzate e correttamente comunicate.

7.8 Attività didattiche curricolari

L'attività didattica curricolare è comune e obbligatoria per tutte le classi. Le sue linee generali sono quelle previste dai vigenti programmi ministeriali, integrati e rafforzati dagli indirizzi specifici del P.N.I.e dell’IGEA e dallo studio di due lingue(C.M. 198/92).
A queste attività vengono destinati 200 giorni per l'anno scolastico e, pertanto, alle singole discipline vengono riservate le ore settimanali previste dal quadro orario, secondo le disposizioni ministeriali.

Le attività vengono programmate ai seguenti livelli:

A) Collegio dei docenti (CCNL/99, CCNI /99).

Il Collegio, nella sua dimensione collegiale, elabora, approva, attua e verifica, per gli aspetti pedagogico-didattici, il Piano, adatta l'articolazione e i contenuti disciplinari alle differenti esigenze degli alunni e ne sviluppa le particolari attitudini ed inclinazioni.
Fissa, perciò, i criteri generali della programmazione educativa e didattica, assume le relative delibere e stabilisce i tempi, le modalità di verifica dell'attuazione e degli aggiustamenti programmatici relativi al piano delle attività, che fanno parte integrante dell’attività d’Istituto. Fissa le modalità di valutazione e i criteri di valutazione
Nomina, al suo interno, "commissioni concise e responsabili" relative agli aspetti scientifici, didattici, pedagogici, organizzativi, gestionali e di ricerca e di innovazione, comunicati alla comunità scolastica.
Sceglie, a norma dei CCNL/99 e CCNI/99, le aree delle funzioni obiettivo e designa, i docenti per le funzioni indicate e deliberate in forza e rispetto delle norme vigenti avvalendosi, nella plurima concorrenza e nella indecisione del Collegio, della votazione a scrutinio segreto
Articola il suo lavoro in dipartimenti didattici.

B) Dipartimenti didattici (C.M. 274/84)

Essi hanno lo scopo di determinare:
- gli obiettivi delle discipline, per classi parallele o per classi aperte, tenendo conto della continuità didattica verticale e orizzontale;
- gli standard minimi, medi, e massimi dell'apprendimento, formula i criteri di valutazione da sottoporre, attraverso i Consigli di classe, al Collegio;
- il numero e la tipologia delle prove coordinate agli obiettivi disciplinari e gli esami di Stato;
- l'uso dei sussidi didattici, dei laboratori e propone i libri di testo d'intesa con i responsabili dei settori e con il responsabile dell'organizzazione generale della programmazione;
- le attività e i progetti integrativi e complementari dell'attività didattica, d'intesa con i referenti e con il responsabile dell'organizzazione generale della programmazione, da verificare con le altre componenti e con gli studenti in particolare coordinate alle esigenze dell'autonomia e del territorio.

C) Consigli di classe

Essi provvedono:
1- a una esplicita individuazione degli obiettivi delle singole e pluri – discipline, e alla coerenza di essi con il livello psicologico ed evolutivo degli studenti e del loro ritmo di apprendimento;
2- alla individuazione di obiettivi comuni e trasversali, coordinati alla finalità unitaria di concorrere insieme allo sviluppo di capacità e di comportamento intellettuale, morale degli studenti;
3- alla definizione dei contenuti essenziali, medi e massimi, alla scelta delle metodologie didattiche e alla identificazione degli strumenti più efficaci;
4- alla definizione delle attività integrative e complementari d’intesa con gli studenti e le famiglie;
5- alla chiara definizione del tasso delle conoscenze per ogni materia, che gli alunni dovranno acquisire per essere meritevoli di promozione, secondo gli standard prefissati;
6- al coordinamento del carico di lezioni per non appesantire lo studente;
7- alla definizione di un comportamento comune nei confronti degli alunni nei vari momenti dell'attività didattica e all'assunzione di metodi di valutazione, coerenti con le decisioni del Collegio e più in linea con le esigenze dell'oggettività della valutazione e misurazioni;
8- a stabilire relazioni corrette soprattutto con le famiglie, corresponsabilizzandole nel processo cognitivo, educativo e formativo degli studenti.
Tutta la materia del punto C viene comunicata e discussa con le rispettive classi in ossequio anche allo statuto degli studenti e al progetto dell’accoglienza.


D) Piano didattico per ogni singola disciplina.

Sulla base delle indicazioni del Collegio, dei dipartimenti, dei Consigli di Classe e con il coinvolgimento degli studenti, i docenti predispongono, entro la fine di Ottobre, il piano annuale, che è parte integrante del Piano, da comunicare e da sottoporre alla discussione, degli studenti, in modo da suscitare motivazioni e corresponsabilità nella realizzazione del patto formativo ed educativo.
Il piano individuale deve contenere:
1- la descrizione del livello di preparazione e dei bisogni della classe, accertato attraverso prove di sicuro valore;
2- esplicitazioni delle motivazioni che determinano la scelta degli obiettivi e dei contenuti disciplinari;
3- indicazione delle conoscenze, delle competenze, delle abilità e degli atteggiamenti che l'alunno dovrà dimostrare di avere acquisito al termine di specifici moduli e del processo annuale;
4- i contenuti concordati e identificati con coordinamenti pluridisciplinari;
5- indicazione dell'area interdisciplinare concordata nell'ambito del Consiglio di classe;
6- indicazione delle attività aggiuntive, integrative e complementari concordate nel Consiglio;
7- delineazione dei criteri di valutazione, che dovrà essere trasparente e tempestiva;
8- indicazione dei criteri e delle modalità dell'eventuale azione di recupero e di sostegno e di approfondimento;
9- indicazioni delle modalità delle verifiche, impostate sulle indicazioni delle nuove prove degli esami di stato;
10- indicazione dell’utilizzo dei rinforzi strumentali dei laboratori.

E) Attività didattiche complementari e integrative.

Le attività possono essere:
1- scambi di classe con paesi CEE ed extra, nel rispetto delle disposizioni vigenti;
2- viaggi d'istruzione, scelti, programmati nei consigli di ottobre in linea con la loro programmazione;
3- visite guidate ad aziende, a strutture scientifiche sul territorio, a manifestazioni culturali di grosso spessore;
4- seminari culturali e informativi, da svolgersi in orario pomeridiano o in assemblea d'Istituto, attività manuali e attività di stages o di educazione all’imprenditoria giovanile;
5- sperimentazione di produzione di materiali didattici multimediali;
6- partecipazione ai Campionati studenteschi con discipline di gruppo o individuali;
7- iniziative di solidarietà;
8- educazione alla salute, alla giustizia, alla legalità, alla lettura, alla "pari opportunità", all'Educazione stradale e civile;
9- attività di cineforum, di avviamento alla lettura e alla recitazione e alla educazione musicale, che sono opzionali ed elettive. A molte di queste attività possono essere destinate le ore di assemblea di classe e d’Istituto.

F) Attività di accoglienza e di orientamento.

L'Istituto è impegnato a realizzare il progetto di accoglienza e di orientamento degli alunni delle classi iniziali e di tutte le classi verticalizzate.
Esso consiste:
1- fornire agli alunni le informazioni sull'Istituto per conoscere gli spazi, gli orari e i servizi funzionali alla loro vita scolastica;
2- somministrare agli alunni delle classi un "questionario-socio-culturale" e motivazionale per capire meglio le caratteristiche personali, il grado di maturazione raggiunto e i bisogni emersi per una programmazione più attenta e per l'attuazione della continuità cognitiva e formativa;
3- somministrare alle classi intermedie un test culturale sul quale fondare una mirata azione di sostegno e di recupero e una ragionata programmazione curriculare;
4- fornire le informazioni sugli organi collegiali, sulla organizzazione dell'Istituto, sui diritti e sui doveri previsti dallo Statuto e dal Contratto formativo;
5- attivare con tutti gli studenti un dialogo costruttivo, fornire informazioni sulla programmazione, sui contenuti disciplinari, sugli obiettivi culturali e formativi delle singole discipline, sui metodi di valutazioni, sulle tecniche di studio e sulle modalità di verifica;
6- favorire la socializzazione nell'Istituto.

Due sono le convinzioni, che devono motivare il comportamento di tutti gli operatori scolastici, a qualunque livello e grado di responsabilità:
a- la scuola è chiamata, proprio perché rispettosa della dignità della persona, a, rimuovere gli ostacoli impedienti il raggiungimento dei fini: essere attenta ai problemi dell'alunno, in sintonia costruttiva e leale con le famiglie, con la realtà del contesto vicino e lontano, stabilire relazioni empatiche intenzionali, dimostrare "amorevole cura" e "comprensione"; tutto ciò significa rimuovere gli ostacoli che spesso limitano il successo scolastico o motivano smarrimenti, dispersioni e deviazioni.


G) Orientamento

a- aiutare, collegialmente, il singolo studente delle prime a valutare se la scelta operata corrisponda al suo progetto di vita e alle sue inclinazioni e accompagnarlo nelle decisioni;
b- valenza psico-pedagogica dell'attività di orientamento;
c- valutazione mirata per suscitare nello studente l'autorientamento attraverso l'autovalutazione;
d- aiutare a riconoscere il proprio progetto di vita e professionale e offrirgli sempre più esperienze e conoscenze;
e- riflessione critica sul proprio progetto, commisurato alle attitudini, alle inclinazioni e alle qualità morali;
f- correlazione del proprio progetto con le dinamiche del lavoro e delle professioni;
g- offerta di materiale informativo proveniente dalle Università, da Associazioni e Fondazioni e da leggi regionali, nazionali ed europee;
h- visite ai Dipartimenti delle Università più vicine alle aziende;
i- incontri con Docenti universitari e con personalità esperte del mondo del lavoro e della evoluzione delle professioni in relazione allo sviluppo delle attività produttive;
j- incontro con ex-compagni dell'Istituto, già avviati alla Università e nel mondo del lavoro.

H) Debito formativo e attività di approfondimento.

D'intesa con il C.d'I., il Collegio dei docenti, su indicazione dei Consigli di classe, programmano le attività, di cui alla lettera H, che si svolgono a diversi livelli:
a- attività di recupero durante l'ordinaria attività didattica, al termine di unità didattiche;
b- attività suggerite e guidate dall'insegnante, svolte autonomamente o in gruppo, fuori dall'orario normale di lezione per il recupero di parti essenziali del programma disciplinare o per l'apprendimento più approfondito e critico di aspetti complementari delle discipline;
c- corsi di recupero del debito formativo programmati dai Consigli di classe;
d- in orario pomeridiano, secondo le necessità e le disponibilità finanziarie, tenuti da insegnanti della classe o dell'Istituto; pause didattiche.
I genitori, dietro dichiarazione scritta, possono richiedere l'esonero dalla frequenza e dalla partecipazione con l'impegno di provvedere autonomamente al recupero dei debiti contratti dai rispettivi studenti. Il recupero disciplinare per l'anno scolastico decorso deve essere saldato entro il 20.12 di ogni anno, pena l'addebito della disciplina per l'anno seguente e il diverso computo del credito scolastico.

I) Attività opzionali ed elettive.

Alle attività, indicate dal punto 4 della lettera E, possono aggiungersi altre scelte dal Consiglio di classe o dagli studenti per il completamento della loro formazione e per lo sviluppo delle loro attitudini. Esse si svolgono fuori dall'orario di lezioni. Tutto quanto accennato nella Carta e dettagliatamente presente nel POF.


L) Organi collegiali e Commissioni.

A) Gli OO.CC., attivi nell'Istituto, sono quelli previsti dal Decreto Leg.vo n. 297/94 e dal 429/98: Consiglio d'Istituto; Collegio dei Docenti; Consigli di classe; Comitato per la valutazione del servizio dei docenti, Comitato studentesco e Comitato dei Genitori, consigli di garanzia. Le loro competenze sono quelle previste dalla Legge, come le rispettive composizioni (C.fr - Decreto Leg.vo n. 297/94). Il loro funzionamento è stabilito da regolamento interno e dalle norme vigenti.
B) Il Dirigente scolastico, a norma del comma 5 dell’art. 25 bis del decreto leg.vo n. 29/93, sceglie il vicario e i suoi collaboratori ed affida ad essi particolari funzioni per meglio realizzare l’efficienza del servizio e la qualità dei risultati. Sceglie, inoltre, i fiduciari delle sezioni associate all’Istituzione scolastica. Per le materie d'interesse didattico, lo staff si allarga ai responsabili dei Dipartimenti.


M) I Dipartimenti.

I Dipartimenti sono articolazioni del Collegio e sono istituiti da questo nell'esercizio del suo potere di autorganizzazione aifini di un’attenta programmazione di tutta l’azione curriculare.
Il Collegio ha istituito i seguenti dipartimenti:
1- Indirizzo storico – filosofico - umanistico e linguistico;
2- indirizzo storico – filosofico - scientifico;
3- dipartimento tecnico-scientifico per la valutazione e la conformità degli acquisti tecnico - strumentali;
4- dipartimento per le attività sportive;
5- dipartimento per la ricerca e l’innovazione metodologica e didattica e della qualità.

I dipartimenti hanno il compito:
a- definire la programmazione genetrale didattica e operativa per le rispettive aree disciplinari;
b- proporre le attività di autoaggiornamento, relative ai propri ambiti disciplinari;
c- proporre le attività didattiche non curricolari attinenti l'ambito delle discipline proprie;
d- avanzare proposta, per i rispettivi settori, di acquisto dei sussidi didattici e tecnico-strumentali;
e- avanzare proposta e organizza, d'intesa con le associazioni culturali, conferenze e seminari attinenti la propria area disciplinare e la propria attività;
f- studiare e proporre modalità didattiche, metodologiche e di valutazione, modalità di valutazione della qualità del servizio.

N) Valutazione

Il Dirigente, sentito il dipartimento, verifica anualmente le seguenti modalità:
A) affida ai docenti, ai genitori e degli alunni questionari opportunamente preparati e tarati dalle funzioni obiettivo per raccogliere valutazioni e proposte;
B) raccoglie le relazioni finali dei docenti, dei coordinatori delle varie attività e degli altri organismi dell'Istituto e riferisce agli OO.CC. e all’assemblea dei genitori, con la presenza dei rappresentanti degli Enti locali e delle associazioni i risultati dell'intera organizzazione.
Si risponderà a questi indicatori di massima:
a- ore di lezioni effettive;
b- frequenza degli alunni;
c- attività curriculari e non;
d- validità e coerenza degli obiettivi minimi, medi, massimi e validità della valutazione proposta dal Collegio e dai rispettivi Consigli di classe;
e- Incidenza delle metodologie didattiche adottate, rapporto tra obiettivi e scala numerica dei voti;
f- numero prove effettuate per quadrimestre e tempo della consegna delle prove scritte e grafiche;
g- dispersione, successo scolastico ed eccellenza;
h- attività finalizzate al debito formativo e al credito scolastico e formativo;
i- efficacia delle comunicazioni alle famiglie e qualità della loro partecipazione;
j- uso delle strutture e degli strumenti;
k- Qualità della collaborazione con gli Enti ed associazioni
l- validità dell'organizzazione generale, della rispondenza delle condizioni ambientali alle esigenze di tutti operatori ed utenti, efficacia dell'organizzazione amministrativa.

Il Dirigente, con gli OO.CC. valuterà i risultati, diffonderà i risultati e avanzerà le proposte di , aggiustamenti o di modifiche, che opportunamente vagliate, saranno inserite nel POF.
Tutti le attività promosse dalla scuola e i risultati ottenuti saranno presi in considerazione dai Consigli di classe per l’assegnazione del credito scolastico nel triennio e nella indicazione della competenze e abilità acquisite da far valere nel port-folio individuale.

PARTE II - SERVIZI AMMINISTRATIVI

8.0 Il Consiglio d'Istituto, a norma dell'art. 10 del D.Leg.vo 297/94 e del D.Leg.vo 59/98 e sue integrazioni stabilisce i criteri di funzionamento dei servizi amministrativi, determina i criteri generali per i turni di servizio del personale ATA in relazione alle esigenze dell'Istituto e della programmazione curriculare ed extra. Il Dirigente, che è responsabile dell'attuazione dei deliberati del C.d'I., affida al Direttore dei servizi l'organizzazione, che deve rispondere ai seguenti fattori di qualità:
8.1 1) celerità delle procedure, ma mai a discapito della precisione e dell'ottemperanza puntuale alle leggi dello ordinamento scolastico e amministrativo e alle idicazioni del C.d’I.;
2) massima trasparenza, ma anche rispetto assoluto del segreto d'ufficio;
3) utilizzo degli attuali strumenti informatici per la celerità delle procedure e della consegna dei documenti richiesti;
4) organizzazione, con orario flessibile, dell'uso dei servizi di segreteria, adeguandolo ai bisogni dell'utenza e pubblicizzazione, con opportuna informazione, dell’orario;
5) disponibilità a dare ascolto e informazione agli utenti del servizio scolastico, ai genitori, ai docenti, stabilendo anche orari;
6) rispetto massimo del pubblico.

8.2 La pagella quadrimestrale è consegnata, letta e commentata direttamente dal Dirigente nel giorno successivo il termine delle operazioni generali di scrutinio; i risultati finali vengono affissi nella bacheca degli studenti entro i termini previsti dal calendario scolastico, emanato dal Ministero, nel rispetto delle indicazioni ordinative dello stesso Ministero.
Entro il 15 Maggio, o secondo scadenze poste dal Ministero, viene consegnata ai singoli studenti delle classi quinte la relazione finale dei Consigli di Classe. Questa viene anche affissa nella bacheca degli studenti. Quelli, che hanno interesse legittimo, possono chiederne copia nel rispetto delle leggi vigenti.

8.3 L'Istituto assicura, nelle rispettive bacheche e in spazi aggiuntivi, l'esposizione dell'orario dei docenti, dell'orario settimanale di ricevimento dei genitori, orario e mansioni del personale ATA, l'organigramma degli Organi Collegiali, l'organico del personale docente e ATA, la carta dei servizi, il regolamento interno, il POF, lo statuto degli studenti, l’elenco dei testi adottati.
Gli spazi disponibili sono i seguenti:
a- bacheca del personale docente;
b- bacheca del personale ATA;
c- bacheca del comitato studentesco;
d- bacheca del comitato genitori.
e- bacheca delle RSU

8.4 - All'ingresso, secondo le disposizioni del Responsabile Amministrativo, è presente un collaboratore scolastico, riconoscibile e individuabile con il cartellino d'identificazione, in grado di fornire al pubblico le necessarie informazioni.

8.5 - Gli operatori scolastici devono indossare il cartellino d'identificazione in maniera ben visibile per l'intero orario di lavoro.


PARTE III - CONDIZIONI AMBIENTALI


9.0 - Il Dirigente, il Direttore amministrativo, il responsabile della sicurezza e le RSU, ciascuno secondo e propria competenza, assicurano all'utenza locali puliti, accoglienti e sicuri e si adoperano, in tutte le maniere, con l'ausilio degli studenti e dei genitori, a sensibilizzare le autorità preposte a garantire, con tempestività, l'igiene, la sicurezza interna e la rimozione di quanto possa essere di pericolo per gli studenti e per gli operatori.

10.00 – PARTE IV – PROCEDURA DEI RECLAMI

10.1 - I reclami, di qualunque natura, devono essere espressi preferibilmente in forma scritta e sottoscritta, con l'indicazione delle generalità, dell'indirizzo e della reperibilità del proponente; le stesse notizie devono contenere i reclami inviati via fax.
I reclami orali e telefonici vengono accettati solo se, entro tre giorni dalla loro ricezione, vengono sottoscritti dal proponente.
I reclami anonimi non sono presi in considerazione, anche se circostanziati, per non innescare e incoraggiare la facile delazione; la discrezionalità della loro valutazione spetta al Dirigente, che per questi casi, farà opportune indagini per rimuovere le situazioni segnalate.
Il Dirigente assicura i proponenti che darà risposte avvedute, precise e puntuali entro 15 giorni dall'arrivo del reclamo senza tralasciare alcun mezzo a sua disposizione per rimuovere le cause presentate.
Se il reclamo non è di sua pertinenza, indica al proponente il corretto destinatario. Di tutti i reclami ricevuti farà relazione al Consiglio d'Istituto illustrando i provvedimenti adottati.
La relazione sarà inserita in quella annuale dell'Organo collegiale.

PRIVACY

La Legge n. 675 del 31.12.1996, tutela la riservatezza dei dati personali dei cittadini , riguardanti, ad esempio, la salute, il patrimonio, eccetera.
I dati forniti all’amministrazione, pertanto, dal personale, dai genitori degli alunni, dagli alunni, o da estranei, fornitori di beni e di servizi, saranno utilizzati unicamente per le attività istituzionali dell'Istituto e secondo i principi generali definiti dal D.Leg.vo approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 Luglio 1998.
In particolare si fa riferimento ai seguenti articoli del D.Leg.vo citato:

- CAPO I - Trattamento di dati particolari da parte di soggetti pubblici

SEZIONE I: PRINCIPI GENERALI

- ART. 1 Ambito di applicazione e definizioni.
- ART. 2 MODALITÀ DEL TRATTAMENTO E INFORMATIVA AGLI INTERESSATI:
… Rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati …. eccetera.
- ART. 3 DATI TRATTATI:
I dati trattati "…. Solo quando la loro disponibilità è essenziale per lo svolgimento delle attività istituzionali…." eccetera.
- ART. 4 OPERAZIONI ESEGUIBILI:
…. Unicamente operazioni di trattamento dei dati … necessarie al perseguimento della finalità per le quali il trattamento medesimo è consentito ….


SEZIONE II: INDICAZIONE DI ALCUNE RILEVANTI FINALITA' DI INTERESSE PUBBLICO

Le finalità di cui alla Sezione II sono individuate da:
- ART. 6 Attività di controllo e ispettive.
- ART. 7 Statistiche.
- ART. 8 Rapporti di lavoro: assunzioni, accertamento dei requisiti, eccetera.
- ART. 9 - - - - - - -
- ART. 10 c. 3, lett. a, e cc. 4, 5 e 6.
- ART. 11 Benefici economici …, corresponsione emolumenti e compensi vari, eccetera.

I dati potranno essere trattati con strumenti manuali, informatici e telematici, e comunque sempre con garanzia di sicurezza e riservatezza dei medesimi. La L. 675/96 e il D.Leg.vo 22.07.98 sono consultabili in Segreteria.


Per quanto nobn previsto o solo indicato nella Carta dei servizi, si fa riferimento al:
a) regolamento interno;
b) allo Statuto degli studenti e delle studentesse;
c) al Pof annuale;
d) al regolamento per l’uso degli strumenti informatici;
e) alle norme vigenti in materia scolastica, messe a disposizione di quanti volessero consultare;
f) al contratto nazionale delle categorie interessate e alla contrattazione decentrata.