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 IIS Carlo Levi

 
Istituto di Istruzione Superiore
CARLO LEVI
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Statuto degli studenti e delle studentesse

Nello spirito dell’autonomia scolastica e nella corretta interpretazione del primo comma dell’art. 4 e dell’intera articolazione del D.P.R. n. 249/98, gli OO.CC. si danno il presente statuto salve le integrazioni e le correzioni dovute a leggi e disposizioni successive.


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Obiettivi della comunità scolastica
1. Il nostro istituto è solo “luogo di formazione e di educazione”, fondate sul valore integrale della persona e non dell’individuo, aperta alla solidarietà, all’acquisizione di responsabilità avvedute e consapevoli, al confronto e alla discussione civile, alla maturazione del suo senso civico e di appartenenza nel rispetto delle diversità e al valore inestimabile della democrazia e della cultura pluralista.
2. Questa finalità deve essere perseguita con lo studio attento di tutte le discipline, da apprendere in maniera critica e personalizzata e da favorire secondo gli stili, i ritmi di apprendimento individuali e lo sviluppo delle personali attitudini. La frequenza assidua e l’attenta e continua partecipazione alle attività didattiche e integrative costituiscono e sono determinanti per raggiungere gli obiettivi di cultura e di educazione.
3. Tanto, esclude tassativamente il ritornello autunnale delle autogestioni ed occupazioni, assunte a diritto per mimesi indotta dall’informazione nazionale. Nell’istituto, perciò, non sono ammissibili autogestioni, né occupazioni, che ledono il diritto allo studio e alla docenza e interrompono il processo delle attività con danno evidente degli studenti più deboli.
4. La qualità del rapporto educativo e formativo con i docenti e la elevata interrelazione insegnamento\apprendimento, l’apertura verso gli stimoli e gli interessi del territorio, l’organizzazione dei supporti tecnici – tecnologici e didattici a sostegno dell’apprendimento, le attività integrative di recupero, quelle di orientamento e di continuità verticale, la partecipazione a stage e ad esperienze finanziate dalla UE e dal collegio sono fattori ed elementi miranti alla crescita progressiva del singolo, alla comprensione delle dinamiche della società, delle professioni e del lavoro del continuo processo di cambiamento e di innovazione. Aiutare l’uomo ad essere più uomo è l’aspirazione della nostra comunità; conoscerlo per meglio istruirlo, educare e formare nella società conoscitiva.

Diritti dello studente
1. Deve ricevere una formazione culturale e professionale di elevato spessore, proporzionata, comunque alle sue capacità naturali, al suo stile e ritmo di apprendimento, guidata e sollecitata da opportune e personalizzate metodologie didattiche e impostata su progettazione individualizzata.
2. Ha diritto di avere informazioni nel rispetto della sua età psico – pedagogica, di avanzare richieste e proposte tematiche che valorizzino e arricchiscano la sua peculiare identità, favoriscano la sua apertura mentale, i suoi campi di interessi culturali e sviluppino significativi sensi esistenziali.
3. Deve pretendere un clima di solidarietà educativa ma nel rispetto dei ruoli e delle competenze, e una sensibilità diffusa e rispettosa dei dati e delle situazioni personali ma non in contrasto con le norme vigenti.
4. Ha diritto alla conoscenza delle norme e regole, che egli stesso, attraverso i suoi rappresentanti o direttamente, contribuisce ad elaborare per rendere più consapevole la sua partecipazione ad una corretta ed ordinata vita comunitaria.
5. E’ informato sulla programmazione di istituto, sulla programmazione e progettazione modulari o sequenziali della sua classe o del suo gruppo, sulle metodologie didattiche, sulle tipologie delle verifiche e sui criteri di valutazione, improntati alla massima trasparenza. L’informazione non elude, anzi deve sollecitare una partecipazione collaborativa e costruttiva per rendere l’azione didattica più pertinente e incisiva. La valutazione trasparente, rigorosa e mai compromissoria, aiuta all’autovalutazione, sviluppa il desiderio e l’impegno a migliorare il proprio rendimento.
6. Sui grandi cambiamenti organizzativi e didattici, sulle iniziative e scelte di grande spessore culturale hanno diritto ad essere informati e ad esprimere il proprio parere attraverso i propri organismi e anche con forme di consultazione, le cui conclusioni non possono essere vincolanti né obbliganti, ma costituire materia di discussione e di più approfondita meditazione.
7. Scelgono le attività aggiuntive facoltative ed hanno diritto alla loro organizzazione e alla loro attuazione nel rispetto dei ritmi di apprendimento e, soprattutto, nella costruzione di un calendario compatibile con le loro esigenze di vita.
8. Partecipano, indicandone la priorità, alla scelta del materiale tecnico – tecnologico e scientifico, esprimono giudizi sui testi scolastici adottati, rivelandone le incongruenze e le difficoltà lessicali e di comprensione, propongono testi per la biblioteca d’istituto, di consultazione, di approfondimento.
9. Pretende civilmente il rispetto delle differenze religiose, di razza e di cultura e sollecita esperienze di intercultura per promuovere nella comunità lo spirito della solidarietà, dell’accoglienza e dell’arricchimento culturale e il rispetto delle differenze.

I doveri dell’istituzione
1. Costruire un ambiente comunitario e solidaristico per la crescita integrale della persona, ispirata a valori forti di corresponsabilità e di senso esistenziale, anche in controtendenza rispetto alle varie culturali dominanti che vanno spiegate e fatte rivisitare con spirito libero e critico.
2. Offrire con il programma annuale attività formative aggiuntive, anche assunte dagli studenti, dando loro la gestione per educarli e formarli alla responsabilità organizzativa, attuativa e direttiva;
3. organizzare pause didattiche, attività di recupero, di guida allo studio, di pronto intervento didattico a tutti gli studenti bisognosi, motivati al recupero di lacune disciplinari e metodologiche al fine di conseguire il successo scolastico;
4. assicurare, con la responsabile compartecipazione degli studenti, la salubrità e l’igiene degli ambienti, delle aule, dei servizi igienici, richiedere alle autorità competente gli interventi ordinari e straordinari per eliminare pericoli, le barriere architettoniche e dotare l’istituto di spazi e di strutture indispensabili;
5. arricchire, servendosi del proprio flusso finanziario e di tutte le occasioni offerte dallo stato e dall’UE, le dotazioni tecniche e tecnologiche, strumentali e sussidiarie;
6. promuovere ogni iniziativa per diffondere non il salutismo, ma il valore della salute e del corpo rispetto ai messaggi ambigui e ipocriti delle agenzie medianiche.

Quanto non detto nello statuto è previsto e normato nel regolamento dell’istituto.

Doveri
1. Frequentare con continuità le attività didattiche curriculari ed extra, partecipare alle assemblee di classe e di istituto, alle riunioni e alle iniziative per sviluppare il senso civico della delega e della rappresentanza, la responsabilità della collaborazione e della compartecipazione, approfittare di tutte le occasioni offerte dall’istituzione, per arricchire la propria professionalità; per queste finalità le autogestioni, le occupazioni sono proibite come non sono tollerabili le assemblee senza senso concepite come vacanze;
2. privilegiare l’impegno continuo allo studio, dedicando ad esso il tempo necessario non solo per le verifiche possibili ma per acquisire e maturare conoscenze critiche e personalizzate per il presente e il futuro;
3. rispettare il dirigente scolastico, i docenti, il personale ATA, i compagni evitando modi, comportamenti, atteggiamenti, insofferenze e vocabolario irriguardosi e indegni di persone che vogliono essere considerate educate, mature ed adulte;
4. considerare l’istituto, i laboratori, le aule come “luogo di formazione, di apprendimento, di cultura, di educazione” e non di gioco, di passatempo e di manifestazioni puerili e infantili, concorrendo tutti alla loro igiene, alla conservazione delle suppellettili e delle attrezzature, alla pulizia dei muri e dei bagni, delle aule e dei corridoi;
5. osservare le norme in materia di sicurezza e di pronto intervento elaborate e impartite per l’uscita ordinata dall’istituto, per l’utilizzo dei mezzi a disposizione provati, la raccolta nelle aree di sicurezza; i mezzi strumentali a disposizione non possono essere utilizzati nei tempi ordinari;
6. avere estremo riguardo delle macchine, delle strumentazioni tecnico – scientifico, dei sussidi didattici e di tutte le suppellettili (banchi, sedie etc.) per non incorrere in provvedimenti disciplinari e amministrativi comminati a singoli o, in casi di omertà, a tutti;
7. non graffitare i muri, i banchi, le sedie, i monitor etc. per non incorrere in provvedimenti disciplinari e amministrativi, comminati ai singoli o, in casi di omertà, a tutte le classi;
8. prendere iniziative per rendere più accoglienti le aule e l’istituto, collaborando tutti alla pulizia degli ambienti ed evitando, assolutamente, di imbrattare i muri delle aule con scritte e manifesti.

Provvedimenti disciplinari
Gli OO.CC. , facendo riferimento al comma 1 dell’art. 4, all’esperienza quotidiana della vita d’istituto per effetto anche della mutata condotta degli studenti più portati alla trasgressione che al rispetto delle norme, nella propria autonomia e nello spirito di ripresa del valore “pedagogico” di “riprendere e correggere” per educare, stabiliscono quanto segue:
1. La responsabilità disciplinare non è solo individuale ma anche collettiva quando la solidarietà diventà colpevole omertà;
2. non sono ammesse, assolutamente, autogestioni ed occupazioni; gli studenti, che si fanno promotori di esse e sollecitano con atti e con parole simili iniziative o impediscono ai compagni l’accesso all’istituto sono sospesi “dall’attività didattica” per “2 giorni”, con provvedimento immediato, dal dirigente ed inviato, per conoscenza, ai genitori;
3. nei casi di cui al punto 2, in cui gli studenti minacciano i compagni con parole scurrili e con atti violenti, oltre al provvedimento di cui sopra, possono essere denunciati all’autorità giudiziaria;
4. l’arrivo consuetudinario in istituto dopo il suono della seconda campanella e l’abitudine strategica a saltare la prima ora di lezione determinano questi provvedimenti:
a) l’ammonimento orale;
b) l’ammonimento scritto dopo due orali;
c) l’allontanamento per un giorno dalle attività didattiche dopo due ammonimenti scritti e tre entrate alla seconda ora non debitamente giustificate o non ritenute valide dal dirigente, dal vicario e dai fiduciari.
5. Lo studente, che si allontana dall’istituto senza permesso, è sospeso con provvedimento immediato, dalle attività didattiche per un giorno, dandone avviso ai genitori anche per via telefonica;
6. lo studente, che disturba le attività didattiche è:
a) ammonito oralmente e, alla terza volta, allontanato dall’attività didattica in corso;
b) annotato sul registro di classe, dopo la quinta volta è ammonito con richiamo scritto;
c) recidivo dopo l’ammonizione scritta è allontanato con provvedimento immediato e sospeso per un giorno dal dirigente, dal vicario e dai fiduciari; i genitori sono avvertiti anche per via telefonica;
d) se accompagna il provvedimento con atti e parole poco convenienti, la sospensione è di due giorni e il dirigente convoca i genitori per informarli dell’accaduto;
7. gli studenti, che per qualsiasi ragione, vengono alle mani nell’istituto sono sospesi per un giorno o per due, considerata la gravità dell’accaduto; il provvedimento è immediato;
8. lo studente, che volutamente arreca danni constatati e documentati alle suppellettili, alle strutture, ai servizi igienici, oltre al provvedimento amministrativo è sospeso, con provvedimento immediato, per 2 giorni e sono avvertiti o convocati i genitori;
9. il comportamento ripetuto, scorretto e irriguardoso, esplicitato con atti e parole, nei confronti dell’insegnate, del personale ATA, dei compagni e del Dirigente prevede, dopo la dovuta indagine, in cui sia sentito anche il responsabile, l’allontanamento dall’istituto per cinque giorni. Il Dirigente, a prescindere dalla maggiore minore età dello studente, invia ai genitori e al Dirigente provinciale il provvedimento formale, scaturito dall’atto deliberativo del consiglio di classe. Sarà affidata al Tutor l’azione di recupero educativo;
10. gli atti, ben documentati e ripetuti, che impediscono con violenza agli studenti di fruire del diritto allo studio, le affermazioni di dileggio contro i docenti, il personale ATA e gli studenti, specie se di etnia e religione diversa, le espressioni pubbliche di oscenità verbale, prevedono la sanzione di allontanamento dalla scuola oltre cinque gioni, utilizzando la stessa procedura del punto 9.;
11. gli atti di turbamento recidivo dell’attività didattica e dell’organizzazione dell’istituto, di violenza, di sorpruso e di bullismo verso gli studenti dell’istituto, i docenti, il personale ATA, il turpiloquio verso le istituzioni e di oscenità palese, prevedono l’allontanamento da sei a dieci giorni. Il consiglio di classe, convocato dal Dirigente, si informa dettagliatamente dell’accaduto e sente le ragioni dello studente responsabile. Lo stesso consiglio, dopo aver completato la fase istruttoria testimoniale, elabora la proposta e la sottopone ai voti. Non è esclusa la denuncia alla autorità giudiziaria per i casi gravi, consapevoli e recidivi di bullismo, di sopruso e di oscenità;
12. gli atti di vandalismo, di furto accertato alle persone e all’istituto, di oltraggio all’istituzione, ai docenti, al personale ATA e agli studenti, di oscenità nei confronti delle studentesse, del corpo insegnate e del personale ATA di sesso femminile, e ogni oscenità di qualunque tipo, prevedono l’allontanamento dall’istituto pe quindici giorni. Non è esclusa la denuncia all’autorità giudiziaria, se vi ricorreranno le condizioni. Il tutor di classe, per i casi di cui ai punti 10. 11. 12. deve curare i rapporti con lo studente e i genitori in modo da facilitare il rientro nella comunità;
13. gli atti gravi, di turpiloquio, di oscenità, di bullismo continuato, di vandalismo e di tutta la materia di cui al punto 12., se denunciati all’autorità giudiziaria, comportano l’allontanamento dalla scuola per oltre quindici giorni. L’autorità giudiziaria, i servizi sociali e le famiglie possono consigliare allo stesso studente l’iscrizione ad altra scuola, anche in corso d’anno;
Tutte le situazioni disciplinari di cui ai punti precedenti, influenzano la proposta e l’assegnazione del punto di oscillazione del credito scolastico e del voto di condotta, a meno che il consiglio di classe nella sua autonomia non abbia e produca elementi positivi circa il comportamento degli studenti successivo all’irrogazione dei provvedimenti disciplinari.
Per i punti 9, 10, 11,12, gli studenti possono ricorrere, entro quindici giorni dalla comunicazione della irrogazione, all’apposito organo di garanzia interno all’istituto.
a) E’ consigliabile il ricorso immediato all’organo di garanzia interna, che può sospendere, momentaneamente, il provvedimento deliberato in attesa della sua pronuncia definitiva. Si ribadisce, inoltre, che i casi, contemplati nei punti 9, 10, 11, 12, prevedono sempre la procedura della doppia convocazione del consiglio di classe interessato e il diritto di difesa degli alunni incolpati con il ricorso all’organo interno di garanzia; le sanzioni sono sempre adottate dall’organo collegiale del consiglio di classe.
1. Contro le sanzioni disciplinari, diverse da quelle contemplate ai punti 11, 12, 13, è ammesso ricorso, entro 30 giorni dalla ricevuta comunicazione, al Dirigente Provinciale che decide in linea definitiva;
2. l’organo di garanzia decide, su richiesta degli studenti o di chiunque abbia interesse anche sui conflitti in merito all’applicazione del regolamento (D.P.R. n. 249/98);
3. gli studenti o chiunque vi abbia interesse possono ricorrere al dirigente dell’amministrazione scolastica periferica contro le violazioni dello statuto contenute nel regolamento interno dell’istituto.

Disciplina regolamentare dell’organo di garanzia
L’organo di garanzia è così formato:
1. Dal Dirigente o dal suo delegato;
2. da due genitori, indicati dal comitato genitori del rispettivo istituto;
3. da due studenti, indicati dal comitato studentesco del rispettivo istituto;
4. da due docenti.
L’organo si riunisce, convocato dal Dirigente o dal suo delegato, entro tre giorni dalla ricezione del ricorso da parte dello studente. Ad esso compete esaminare e decidere su fatti attinenti le sanzioni disciplinari di cui ai punti 9, 10, 11, 12. Acquisisce il materiale, ascolta lo studente, il tutor della classe interessata, il Dirigente e l’atto deliberativo del consiglio di classe di competenza. Dopo libera, ampia ed aperta discussione, con votazione a maggioranza o all’unanimità può:
a) invitare l’organo che ha emesso la sanzione a considerare le eventuali attenuanti e, quindi, ad attenuare il provvedimento;
b) a confermare la sanzione deliberata dall’organo collegiale.
L’irrogazione dell’organo collegiale deliberante, riconfermato dallo stesso, nonostante l’invito a riconoscere eventuali attenuanti da parte dell’organo di garanzia, diventa definitiva. La sospensione per 15 giorni ed oltre scatta subito anche in presenza di un ricorso al dirigente provinciale e all’organo di garanzia.

Per quanto non previsto si rimanda al regolamento interno.